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NOZIONI
DI PRIMO SOCCORSO |
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ARRESTO
CARDIACO |
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Battito
cardiaco. Quando il cuore batte, si contrae e spinge una certa quantità
di sangue nelle arterie. Sentire il battito cardiaco (meglio definito
polso), è possibile ovunque un'arteria scorra vicino alla superficie
della pelle, come ad esempio sul collo (polso carotideo) oppure sul
polso del braccio (polso radiale). Il cuore batte 60-80 volte al minuto.
Rilevamento del polso carotideo: si posizionano le tre dita lunghe
della mano sotto l'angolo della mandibola facendole scivolare sul
collo tra il muscolo e la trachea. Usate questo metodo per sapere
se una persona è o non è in arresto cardiaco.
L'Arresto cardiaco è l'improvvisa cessazione dell'attività
del cuore (manca il battito cardiaco); può essere provocato
da diverse cause (folgorazione, infarto, asfissia ed altre). Di qui
la necessità di un corretto soccorso per ristabilire tempestivamente
il battito cardiaco. |
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Segni
evidenti di arresto cardiaco
Coscienza: la persona in arresto cardiaco è
sempre incosciente.
Attività cardiaca: l'attività cardiaca
è assente. Manca il polso carotideo.
Respirazione: la respirazione è assente.
Colorazione della pelle: generalmente pallida ad
eccezione delle labbra e delle unghie che possono essere cianotiche
(violacee).
Pupille: le pupille sono generalmente dilatate, fisse
e non reagenti alla luce.
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Cosa
fare: massaggio cardiaco esterno (M.C.E.) e respirazione artificiale
Dove farlo: è importantissimo stabilire esattamente il punto
del torace su cui effettuare il M.C.E.
Si può agire così:
Appoggiare due dita sull'arcata costale, nella parte inferiore, e
percorrerla verso la parte superiore fino al punto d'icontro delle
due arcate costali, appoggiare le due dita della mano libera a fianco
a quelle che hanno percorso l'arcata costale.
Appoggiare il calcagno della mano immediatamente al di sopra di quest'ultime.
Siamo riusciti ad individuare il così detto "Punto di
Repere" ovvero il punto esatto dove esercitare le CTE (Compressioni
Toraciche Esterne). |
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Come
farlo da soli: È assolutamente necessario distendere l'infortunato
su un piano rigido.
Iperestendere la testa ed effettuare le manovre descritte nella parte
dedicata all'arresto respiratorio.
Mettersi da un lato, in ginocchio, all'altezza dello sterno dell'infortunato.
Porre il "calcagno" della mano sul punto di compressione
e la base dell'altra mano sopra la prima tenendo le dita ben alzate
e discoste dal torace.
Mantenendo le braccia ben estese, portarsi con le spalle perpendicolarmente
al di sopra del punto di compressione e con il peso del corpo comprimere
lo sterno di 4-5 centimetri. Quindi rilasciare.
Dopo aver effettuato 15 compressioni spostarsi velocemente alla testa
dell'infortunato ripristinare la pervietà delle vie aeree superiori
ed effettuare 2 insufflazioni. Continuare così alternando massaggi
ed insufflazioni per 4 cicli (15:2 per 4 volte) fino a quando l'infortunato
non riprenderà spontaneamente il battito cardiaco ed il respiro.
Come farlo in due: un soccorritore si occuperà del M.C.E. e
l'altro della respirazione artificiale. Eseguite tutte le manovre
viste nel caso precedente, il rapporto compressioni/insufflazioni
sarà, in questo caso di 5:1 (5 CTE e 1 insuffl.)
In entrambi questi casi si deve interrompere la rianimazione dopo
1 min. circa per verificare se è ricomparso il polso carotideo,
se non è ricomparso ricominciare per fermarsi, questa volta,
ogni 2-3 min. per verificare la ricomparsa del polso. |
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